Storia Dei Fienili   

Il territorio del comune di Magasa è caratterizzato da una consistente presenza di fienili, ossia di piccoli edifici rustici adibiti alla conservazione del foraggio e all’allevamento di bestiame bovino. I fienili sono per lo più collocati nelle zone di pascolo degli altipiani di Denai e di Cima Rest. Qui, gli allevatori, fino a qualche decennio fa, vi risiedevano tutto l’anno; in estate, da giugno a settembre, il contadino era impegnato nella fienagione mentre il suo bestiame era collocato nelle malghe comunali della Corva, Casina, Bait e Tombea; dall’autunno alla primavera s’occupava direttamente del proprio allevamento e della caseificazione del latte, inoltre, provvedeva alla manutenzione dell’edificio con particolare attenzione al tetto di paglia, al taglio della legna e alla costruzione dei vari attrezzi di lavoro.

L’architettura di questi fienili è unica nel suo genere e, eccettuate, alcune somiglianze riscontrate nel Nord Italia (monte Valpiana nel comune di Bosco Chiesanuova in provincia di Verona e sulle montagne tra Asiago e Belluno), non ne esistono altrove.

Il fabbricato, capolavoro di efficienza e di economia, è costituito da un pianoterra di norma composto da tre vani, chiuso tra robuste mura di pietra è adibito a stalla, abitazione e magazzino (rolt), per riparare il bestiame dal gelido inverno, permettere al contadino la lavorazione dei latticini e la conservazione del formaggio, del burro e degli alimenti.

Piano rialzato in assi di legno appoggiate su robuste travi per stivare il fieno e mantenerlo in perfetta essiccazione per il lungo periodo invernale. Tetto, dagli spioventi ripidissimi, in mannelli di paglia di frumento, lunghi un metro e venti centimetri, affiancati e sovrapposti con capacità idrorepellente.

"…La tipologia costruttiva pare molto antica, forse risalente al basso medioevo e -secondo Giampietro Brogiolo — con ascendenze che si possono fare risalire ad epoca romana..." *

Mentre per il professore tedesco Alwin Seifert furono i Longobardi nel 600 d.C., provenienti dall’Ungheria a introdurre nella Val Vestino questo tipo di costruzione, poiché nell’intelaiatura delle travi del tetto non esiste il colmo di arcareccio; difatti, i falsi puntoni spingono con un pesante chiodo di legno contro l’arcareccio il quale appoggia sul muro. Di sicuro, possiamo affermare che i più antichi fienili risalgono al 1600, in quanto furono incendiati, con tutto l’abitato di Magasa, nei 1513 da milizie rivierasche e nel 1516 da soldati della Repubblica di Venezia per ordine del Provveditore di Salò Zaccaria Contarini, in ritorsione dei saccheggi operati dai valvestinesi a Droane e in quel di Gargnano.

"…Il caratteristico fienile con tetto in paglia viene citato per la prima volta in un documento (Archivio comunale) del 1613, in seguito all’acquisto di una di queste strutture a Denai. Il fienile è <coperto a paglia> e costa all’acquirente lire planete 233…"*

Alcuni di questi fabbricati sono ancora in uso come nei secoli passati, altri sono in completo abbandono o modificati all’interno, per un moderno -seppur temporaneo- uso abitativo. Dagli anni ‘60, anche la copertura a paglia del tetto è praticamente scomparsa a causa della mancata coltivazione in loco, per far posto alle più economiche e reperibili lamine zincate. A Cima Rest, i fabbricati appartenenti all’ex Legato Dispensa, sono stati recentemente ristrutturati da parte dell’Amministrazione comunale e adibiti ad uso turistico-ricettivo; ne sono in servizio cinque, compreso quello destinato a "museo etnografico" della civiltà contadina.  

* Bruno Festa, "Boschi, fiendi e malghe. Magasa tra il XVI e il XK secolo ". Grafo edizioni. Brescia 1998.